Un’energia a KM ZERO

E’ importante mettere al centro il tema della produzione e del consumo dell’energia perché è fondamentale rispetto al modello di sviluppo che vogliamo praticare e alle sue ricadute sociali ed ambientali. Fare un’energia a kilometro zero, cioè favorire la possibilità di generare energia da fonti rinnovabili e consumarla e scambiarla prevalentemente in loco – riducendo così l’impatto della generazione da fonti fossili e la dissipazione durante il trasporto – è una delle principali vie per uscire dalle dipendenze dai fossili (petrolio, carbone e gas), dall’economia bellica ad essi correlata, dalle conseguenze ambientali della produzione da centrali termoelettriche e nucleari, dalle grandi infrastrutture impattanti e spesso imposte ai territori (vedi in questi giorni quello che sta succedendo in Salento sulla questione del gasdotto TAP)

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Eradicamenti di ulivi da parte di Tap in Salento – marzo 2017

Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti

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Articolo Quale energia

Testo della petizione

Nella prima settimana di marzo, l’aula del Senato riprenderà l’esame sul ddl Concorrenza.
Su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica sono stati presentati emendamenti importanti che riguardano lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbero consentire il ripristino dei “sistemi di distribuzione chiusi”, reti elettriche che permettono di scambiare energia prodotta verso più clienti.

L’utilizzo dei “sistemi di distribuzione chiusi” da parte dei singoli cittadini “prosumers” o da piccole, medie o grandi aziende, rompe definitivamente un sistema basato su forme di oligopolio che scaricano sui costi energetici di ognuno di noi le loro inefficienze, i loro gigantismi organizzativi, i loro sprechi infiniti.

Si tratta di una necessità sulla quale nel luglio del 2016 è intervenuta anche l’AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) ritenendo che gli “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce le evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU (rete Interna di Utenza) e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”. Nelle conclusione l’AGCM chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente della X commisione e ad altre istituzioni di intervenire “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.
Durante l’esame del ddl concorrenza tenuto nella commissione Industria del Senato, il Governo ha preso perfino un impegno con l ‘approvazione dell’ordine del giorno G/2085/48/10.
La mancata approvazione e la penalizzazione di questi sistemi impedisce ad energie come il fotovoltaico ma anche a tutte le altre fonti rinnovabili, di potersi affermare e diffondere in tutto il territorio nazionale.
L’applicazione di questa riforma non squilibra le reti ma le razionalizza, le rende più programmabili e le accorcia, determinando un’immediato risparmio in termini di efficienza dato che la rete perde in trasmissione almeno il 10% di quando immette.
Sembra che sull’esame del provvedimento in aula il Governo sarebbe intenzionato a chiedere la fiducia sul testo, apportando alcune modifiche.

Per questo chiediamo un impegno concreto a Governo e Parlamento affinché nell’esame in aula del ddl concorrenza venga finalmente approvata questa norma.

 

Primi Firmatari:

  • Jacopo Fo
  • Giovanni Battista Zorzoli
  • Marco Pigni
  • Stefano Nassuato
  • Massimo Venturelli
  • Sauro Valentini
  • Ettore Valzania
  • Ettore Chimenti
  • Eros Bridi
  • Davide Benedetti
  • Alfredo Albiani
  • Giuliano Gabbani
  • Giampietro Zonta
  • Sauro Secci
  • Francesco Girardi
  • Giovanni Cimini
  • Alessandro Patrizi
  • Andrea Degli Innocenti
  • Gregorio Eboli
  • Cristiana Ceruti
  • Roberto Bissanti
  • Claudio Galuppini

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni
  • gentiloni@governo.it
  • presidente@pec.governo.it
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