Un 2018 del dire e del fare per amore del mare

“Frattanto i pesci dai quali discendiamo tutti assistettero curiosi al dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo e cominciarono a pensare nel loro grande mare: com’è profondo il mare. 
E’ chiaro che il pensiero dà fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare…
Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche, il pensiero come l’oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare”

Lucio Dalla

 

Albero Castro 20017
Nella marina di Castro (Lecce) dodici metri di altezza per quattromila bottiglie di plastica e una struttura in ferro realizzata artigianalmente tolgono il fiato. È l’eco-albero, il più alto di Puglia, realizzato con la partecipazione dell’intera cittadinanza e con due mesi di lavoro per la raccolta delle bottiglie e la costruzione vera e propria (Fonte: Il Gallo)

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Petroliere che disperdono greggio, trivellazioni inesauribili per fossili esauriti, imballaggi che aumentano e distruggono barriere coralline ed ecosistemi marini, marchi di multinazionali alimentari sulle chele di astici, l’ombra delle mafie petrolifere dietro gasdotti inutili, il principio di precauzione messo in discussione dopo 25 anni, decenni di lotte di persone oneste e volenterose attaccate da criminali finanziari che dovrebbero stare in esilio dall’umanità e invece telecomandano le nostre vite.

Foto di tramonti meravigliosi sul mare scambiati ogni giorno sui social network, un bicchiere di plastica ogni volta che si beve, centinaia di bottiglie usa e getta pro capite ogni anno, derisione infantile o aperta ostilità razzista contro chi lotta per salvare il mare, dipendenza fisica dallo spreco energetico, psicosi da consumismo tecnologico.

C’è qualcosa che non va, tra il dire e il fare. Il mare, per esempio, e lo stato in cui versa.

Che sia un 2018 di svolta, questo è l’unico augurio possibile, verso la transizione ecologica reale, oltre le chiacchiere greenwashing. E tanto amore, naturalmente, per sé e per tutto il resto del vivente.

Progetto Naturaldurante

 

Un mare di plastica (A plastic tide) – Documentario

plastic tide.jpg

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