Come ti distruggo le foreste italiane

Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è in pericolo a causa di scelte scellerate che mettono a repentaglio il patrimonio forestale italiano. Lo dice il Centro parchi Internazionale riferendosi al Testo Unico Forestale approvato dal governo l’1 dicembre 2017. Un’emergenza che avrebbe bisogno di ben altra risonanza mediatica e dell’attenzione politica di tutta Italia. I dettagli nella denuncia qui pubblicata, con tutti i riferimenti ai testi citati (articolo ripreso dalla Bottega del Barbieri)

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Camoscio d’Abruzzo (foto Raniero Massoli Novelli)

Introduzione del Gruppo d’Intervento giuridico onlus

Franco Tassi (wikipedia, facebook) è una delle persone che più han fatto concretamente per la salvaguardia della natura in Italia, in particolare quale storico direttore per oltre trent’anni del parco nazionale di Abruzzo, Lazio, Molise. Oggi è fra gli animatori del Comitato Parchi Nazionali Italiani e Riserve Analoghe e del Centro Parchi Internazionale.

Alle sue parole è necessario, quindi, prestare la massima attenzione, anche perché di motoseghe disinvolte ne abbiamo già viste (vedi articolo sui tagli boschivi abusivi in Sardegna sul sito del Gruppo d’Intervento giuridico).

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Marche, Foresta demaniale di Bocca Serriola, Aceri

ASSALTO ALLE FORESTE

documento del Centro Parchi Internazionale

L’assalto finale agli Alberi e alle Foreste, iniziato larvatamente da molto tempo, sta ormai esplodendo, in dispregio della Costituzione, e in fondo nella solita indifferenza generale.

Questo ennesimo attacco alla Natura del Bel Paese è strettamente connesso a quella celebratissima, trionfante “green economy”, che sta riempiendo l’Italia di folli impianti (centrali biomasse, biogas, inceneritori e simili, con il loro immancabile corredo di strade, piste, sbancamenti, inquinamenti, e con una produzione energetica non eccellente, metà della quale finirà poi dispersa lungo il tragitto). Ai quali impianti, sostenuti da abbondanti fondi europei, non si mostra certo insensibile la nostra solerte criminalità organizzata.

Le conseguenze a carico di ambiente, natura, paesaggio, biodiversità, equilibrio ecologico, idrogeologico e climatico, salute e qualità della vita, sono ovviamente disastrose, con irreversibili danni al “bene comune”: così come appaiono chiarissimi, invece, gli enormi vantaggi a beneficio di pochi, grazie anche a una politica miope, etero-diretta e indirizzata a ben altri fini: mirabile esempio del più classico “analfabetismo ecologico”. Tra i mali evidenti, di cui tutti si lamentano ogni giorno di più, spiccano il dissesto idrogeologico, l’esplosione degli incendi, il mutamento climatico, l’impoverimento della biodiversità, la degradazione del paesaggio, l’insorgenza e diffusione di nuove patologie…e si potrebbe continuare a lungo.

Ma un Paese d’antica civiltà come il nostro, sempre tanto impegnato tra sterili battibecchi politici e squallido “gossip”, non può certo perder tempo a ricercare rimedi efficaci.

Anche perché la maggior parte degli Italiani non sembra ancora in grado di collegare questi scenari drammatici alle loro vere cause. La situazione è ormai assai peggiore, purtroppo, di quanto non appaia dalla panglossiana e confortante “vulgata” ufficiale politica, mediatica, tecno-burocratica e para-accademica…dalla quale apprendiamo che l’Italia starebbe bene, e sarebbe in netta ripresa, perché il lavoro aumenta, e l’ambiente è superprotetto.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (località Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Ma soprattutto ci segnalano che le foreste stanno dilagando a dismisura, e quindi dobbiamo affrettarci a tagliarle.

Anche perché, come tutti sanno, se per disgrazia un bosco non venisse tagliato, morirebbe sicuramente: principio dominante nella congrega delle scuri e delle motoseghe, proclamato dagli apostoli della rasatura, del ringiovanimento, del fuoco salvatore e della bonifica e ripulitura del sottobosco.

Per capirlo meglio, basterebbe scorrere il radioso Programma dell’eloquente “Progetto Fuoco, la Fiera di chi vuole fare Impresa con le Biomasse”, aperto al pubblico a Verona dal 21 al 25 febbraio 2018.

Forse il convegno su Alberi e Foreste e il Libro “Alberi Sacri” – svolto sabato 3 febbraio 2018 al Porto Nuovo di Roma (Centro Habitat Mediterraneo della LIPU, Lido di Ostia) – potrebbero aiutare ad aprire gli occhi, e a ricollegare le cause con gli effetti, facendo scoprire quali assurde logiche e inconfessabili interessi stiano oggi provocando questa crescente corsa ai tagli più pretestuosi, tra incendi, frane e alluvioni.

E allora si capirebbe meglio anche come mai il Palazzo stia varando un incredibile Testo Unico Forestale, che nel nome di una miglior custodia dei boschi, ne consentirà in pratica il progressivo smantellamento.

A meno che non sopravvenga un benefico ravvedimento dei vertici del Paese, di fronte alla evidente incostituzionalità delle norme, e alla chiara illegalità di questa radicale “riforma a beneficio dei soliti pochi”, che travalica abbondantemente i poteri di un Governo scaduto, ormai in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione.

Ce lo auguriamo vivamente, chiedendo non solo alla gente comune, ma anche ai prestigiosi reggitori e agli autorevoli opinionisti: ma non sarebbe ora di svegliarsi?

Centro Parchi Internazionale

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1 commento su “Come ti distruggo le foreste italiane”

  1. Io credo purtroppo e lo dico con grande desolazione che il problema non sia solo dei parchi ma abbracci tutta l’Italia.
    Credo non si possa agire in un solo settore senza coinvolgere tutti gli altri e cioè la tutela ambientale la ricostruzione e la pianificazione di tutte le vaste zone terremotate monitorare l’abusivismo tutelare le acque insomma un approccio sano e rispettato a 360°.
    Renata Rizzo alias sherazade

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