IL CORPO NON MENTE

IL CORPO NON MENTE

Identità di genere e Living Theatre

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Laboratorio di formazione sulle differenze di genere attraverso le tecniche del Living Theatre e della pedagogia alternativa

foto copertina

IL CORPO NON MENTE Identità di genere e Living Theatre è un laboratorio interattivo rivolto a chi voglia acquisire strumenti di ricerca personale e professionale legati all’educazione alle differenze di genere* e alle tecniche teatrali del Living Theatre** applicate alle relazioni di genere, alla vita interiore ed emotiva, al corpo, alla sessualità e all’identità di genere

*Leducazione alle differenze di genere indaga criticamente la costruzione dei ruoli di genere e la diffusione degli stereotipi che li alimentano all’interno della nostra società. Questo workshop si propone di offrire stimoli e strumenti educativi utili a tutti/e e in particolare agli attori e alle attrici sociali delle aree educative: insegnanti, genitori, educatori/educatrici, operatori/operatrici sociali che lavorano a contatto con bambini, bambine e adolescenti

**Il Living Theatre è una compagnia teatrale sperimentale fondata a New York nel 1947 dall’attrice Judith Malina e dal pittore e poeta Julian Beck. Il gruppo nasce in un periodo, durante il secondo dopo guerra, in cui l’arte non aveva ancora forza etica, ma era soltanto una forma di intrattenimento. Attraverso la poesia, Beck e Malina cercano di dare un senso politico al loro teatro.  Le tecniche del Living Theatre usate in questo laboratorio sono legate alle capacità di espressione emotiva del corpo e dei sensi attraverso la ricerca di un teatro come sinestesia, dove sia possibile riprodurre la molteplicità degli stimoli e delle sensazioni a cui siamo continuamente sottoposti

io iqbal

Gianluca Ricciato

Laureato in Filosofia, si è specializzato nelle metodologie della pedagogia alternativa in contesti educativi scolastici ed extrascolastici rivolti a bambini, bambine e adolescenti, in particolare sui temi dell’educazione al genere e dell’educazione ambientale. Fa parte dellassociazione Maschile Plurale. Ha dato vita, insieme alla Casa delle donne per non subire violenza, alla didattica del Fiocco Bianco nelle scuole bolognesi. Dal 2012 fa parte del gruppo didattico orvietano che si occupa del progetto di educazione al genere “La scuola fa la differenza”, insieme al centro Antiviolenza L’Albero di Antonia di Orvieto. Ha partecipato al volume collettivo Trasformare il maschile. Nella cura, nelleducazione, nelle relazioni (2013)

 

paola bracciano

Paola Della Ratta

 Performer e attrice facente parte dello storico gruppo teatrale The Living Theatre, ha avuto l’occasione di conoscere uno degli attori della suddetta compagnia nel 1996, Gary Brackett, che all’epoca risiedeva a Napoli ed era molto attivo sul territorio italiano. Quindi, l’incontro col gruppo che si trovava in tournèe in Italia, ha risvegliato un interesse incontenibile verso le pratiche teatrali messe in atto dalla compagnia. Quando nel 2000 il gruppo americano si è trasferito nella sede europea di Rocchetta Ligure, Paola è stata accettata formalmente nel gruppo. L’avventura italiana è durata fino al 2005 circa, dando la possibilità a centinaia di studenti, attori e attivisti di incontrare da vicino The Living Theatre. Le pratiche orizzontali e includenti del gruppo han fatto si che la ricchezza degli strumenti elaborati in tanti anni di attività del gruppo si siano divulgati moltissimo in quegli anni sul territorio italiano.

Living theatre in a box

 

 

 

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“Partire da sè significa avere il coraggio di sottrarre il pensare dalle versioni già dette del mondo, dai territori rassicuranti dei paradigmi già definiti, e azzardare la ricerca di altre partiture del pensiero. Significa disfare l’ordine del già detto per poter nascere all’inedito”

Luigina Mortari

 

È innaturale per un uomo avere momenti di fragilità o piangere? È innaturale per una donna avere momenti di rabbia e di aggressività? La costruzione dei modelli di genere vincola gli esseri umani fin dalla nascita ad assumere dei ruoli che spesso sono causa di insofferenza e infelicità, ostacolando la libera espressione del sé e impoverendo di conseguenza anche le relazioni.

Attraverso le modalità della pedagogia alternativa legata al partire da sè (narrazione emotiva, modelli dialogici, analisi partecipate, mappe concettuali) verranno valorizzate le competenze cognitive e quelle relazionali, esplorando diverse esperienze pedagogiche legate all’identità e alla differenza, agli stereotipi, alla violenza di genere, ai legami tra omofobia, sessismo e bullismo. La narrazione, la sospensione del giudizio, la messa in gioco e l’andirivieni nel rapporto con i/le discenti sono aspetti fondanti di una pedagogia che si pone l’obiettivo di aprire domande sulle costruzioni del genere. Perché ciò sia possibile dal punto di vista didattico, occorre portare all’interno della pratica educativa tutto ciò che favorisce gli aspetti relazionali e narrativi, a scapito dell’unidirezionalità del sapere e degli approcci metodologici meccanicistici (sapere strumentale, competizione, settorialità, standardizzazione, prescrizione, decontestualizzazione)

Queste pratiche saranno attraversate e alternate dalle tecniche drammaturgico-espressive del Living, in una continua relazione con i temi dell’educazione alle differenze che ha l’obbiettivo di permettere ai/alle partecipanti e al gruppo di superare le dicotomie tra corpo e mente, interno ed esterno, linguaggio verbale e linguaggio espressivo. In questo senso l’opera del Living è molto vicina a quella delle avanguardie storiche che criticavano e rompevano con le forme tradizionali per dichiarare l’infinità dei modi di rappresentazione. Non troviamo in questi spettacoli un intreccio ben definito, ma un insieme ripetitivo di azioni e coreografie realizzato per trasmettere messaggi di denuncia politica e sociale. Per la compagnia questa nuova forma teatrale ha costituito e costituisce un mezzo di comunicazione per diffondere la loro azione rivoluzionaria non violenta. Mezzo di comunicazione realizzato attraverso un duro lavoro di ricerca che continua anche oggi: sull’attore, sulla sua realtà, sul rapporto con lo spettatore e sul teatro come importante mezzo di diffusione culturale e protesta sociale.

INFO:

3460461552

gianlucaricciato@gmail.com

dellaratta@hotmail.com 

 

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Azioni di educazione sostenibile. Prendersi cura del mondo significa prendersi cura di sé

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