Laboratorio esperienziale sulla gestione nonviolenta dei conflitti

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Oggi, molte e molti di noi tendono a considerare i conflitti come negativi, stancanti, ma, soprattutto, da evitare il più possibile; altre li considerano inevitabili e ci convivono in maniera rassegnata, ma poche di noi riescono a vivere i conflitti serenamente, considerandoli, anzi, in maniera positiva. L’approccio della gestione nonviolenta dei conflitti ci dice, invece, che essi sono fisiologici in tutte le relazioni umane e che possono essere trasformati in opportunità di crescita personale e collettiva.

Il laboratorio è aperto a tutte coloro che abbiano voglia di esplorare la propria capacità di stare nei conflitti in modo positivo. Partendo dall’analisi delle posizioni delle parti in conflitto, ricercando poi i bisogni che stanno alla base, restituendo importanza alle emozioni che ognuna vive in questi contesti, capiamo come è possibile salvaguardare le relazioni, senza rinunciare alle proprie necessità. L’obiettivo finale sarà trovare soluzioni creative ai conflitti che soddisfino quanto più possibile tutte le persone coinvolte senza che ci siano vincitori o vinti.

Temi esplorati:

– Principi base della nonviolenza

– Elementi di teoria dei conflitti e stili conflittuali

– Comunicazione ecologica e ascolto attivo

– Riconoscimento e gestione delle emozioni

– Tecniche di mediazione e negoziazione

Metodologia:

A parte brevi momenti teorici per introdurre i principi su cui si basa il lavoro, il laboratorio sarà soprattutto di tipo attivo ed esperienziale. L’obiettivo è vivere sulla propria pelle le tecniche presentate e per questo faremo ampio uso di giochi e drammatizzazioni.

Per esigenze relative al metodo di lavoro il laboratorio si svolgerà con un minimo di 5 e un massimo di 15 partecipanti.

Il laboratorio è da considerarsi introduttivo e potrà essere seguito da un ulteriore incontro di approfondimento. Come primo approccio al tema il laboratorio avrà una durata di 8 ore, da distribuire nell’arco di una giornata o alternativamente due giornate consecutive.

Conduce Silvia Parmeggiani

silvia

Silvia Parmeggiani è formatrice, esperta in metodi di educazione attiva, e mediatrice culturale. Ha una laurea in scienze politiche e una laurea magistrale in scienze per la pace: cooperazione allo sviluppo, mediazione e trasformazione dei conflitti. Negli ultimi anni ha lavorato nella cooperazione internazionale, sia in ambito di educazione per lo sviluppo sostenibile che di promozione dei diritti umani, in Guatemala, Belize, Perù e nei campi profughi Saharawi. Nello specifico, in Guatemala, ha lavorato con la ONG Peace Brigades International, svolgendo un lavoro di accompagnamento nonviolento a difensori di diritti umani a rischio, soprattutto nell’ambito di conflitti legati all’imposizione di modelli di sviluppo neoliberali globali e la relazione con la salvaguardia dei beni naturali. Contemporaneamente ha coltivato una passione per il teatro e le arti figurative, dopo aver lasciato la carriera artistica come danzatrice, ha deciso di utilizzare questa passione come un elemento di ulteriore arricchimento delle proposte formative e per questo continua ad ampliare la propria formazione in diversi ambiti, come il teatro dell’oppresso. 

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